Don Alfonsino, salvatore anche di vite

Si è spento il parroco di Sant’Eustachio vicino alle vittime degli usurai. Guidò i blocchi stradali per la sicurezza dei cittadini

27 febbraio 2021

SALERNO. Nello stesso fine mese del febbraio di ventisei anni fa salvò dalla morte un commerciante che, vittima degli usurai e senza confidare in un futuro migliore, stava per togliersi a vita. Anche questo è stato l’83enne don Alfonso Santamaria che ieri mattina si è spento all’ospedale “Ruggi” a Salerno per complicanze cardiologiche e respiratorie sopraggiunte in seguito al Covid. L’addio alla vita in terra alle sette, ora in cui ogni giorno di solito già aveva pensato a come dare soluzione a più di un problema non solo dei suoi parrocchiani a Sant’Eustachio di cui da oltre 50 anni era riferimento.

Da subito tra i molti a pregare nella sua chiesa a Sant’Eustachio, per «l’angelo volato in cielo», c’era proprio quell’uomo, ora sessantunenne, che grazie al mutuo a tasso zero, perchè donatogli da don Alfonso con tanto di firma personale a garanzia, ancora oggi è imprenditore di se stesso offrendo anche occupazione ad una decina di persone. «Come lui, anche altri hanno avuto soldi e parole, evitando il suicidio», ricorda un commercialista salernitano sul cui divano molte vittime dell’usura si erano sedute accompagnate proprio da don Alfonso che non aveva orecchie per le minacce di chi approfittava delle disgrazie altrui.

Un prete più che buono soprattutto utile, don Alfonso Santa Maria. Con la passione del donare agli altri, anche quando l’uscita da un tunnel sembrava improbabile. Così Sant’Eustachio era diventata la sua prima casa. Giorno dopo giorno si era guadagnato l’affetto anche dei non credenti che, ad esempio, guidati da lui, all’alba degli anni Novanta, dopo tanti incidenti con più feriti non si erano fatti scrupolo di organizzare un blocco stradale per denunciare la pericolosità della via di accesso al quartiere quando ancora lì le abitazioni si contavano sulle dita di una mano.

Anche la costruzione della nuova chiesa in questa zona orientale del capoluogo è stato il frutto del suo lavoro. Come la Sagra della Stella che rendeva il Natale davvero di tutti, a dimostrarlo l’ampia partecipazione anche di persone provenienti lontano dal capoluogo.

In seno alla Curia dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno era molto ascoltato, cambiavano gli arcivescovi e lui riusciva sempre a convincerli delle ragioni utili a risolvere qualche problema di vita. Dopo l’ordinazione a sacerdote nella Cattedrale di Salerno il 29 giugno 1965, l’arcivescovo Demetrio Moscato lo nominò ben presto Delegato diocesano della Federazione Associazioni Clero Italia. Con monsignor Guerino Grimaldi gli toccò la responsabilità della Caritas Diocesana, poi il successore Gerardo Pierro lo indicò quale punto di riferimento delle attività anti usura in capo alla diocesi. Con Moretti e Bellandi insieme sulla via dell’aiuto a chi soffre. “Don Alfonsino”, come le persone amavano chiamarlo, è stato non a caso tra coloro che hanno costituito la sezione di Salerno della Fondazione antiusura “G. Moscati”, per espressa volontà del fondatore padre Massimo Rastrelli. Ma era il prete anche dei giovani. Tanti ne ha formati come professore di Religione all’Istituto d’Arte o da direttore dei corsi dell’Associazione Nazionale San Paolo. Molti ha contribuito ad educarli quale assistente diocesano dell’Azione cattolica. Lunedì alle ore 15.00 l’ultimo saluto a “don Alfonsino” nello spazio esterno della Chiesa nuova di S. Eustachio, nel rispetto delle norme anti Covid. In tanti già gli hanno rivolto un grazie con il pensiero.

https://www.lacittadisalerno.it/cronaca/don-alfonsino-salvatore-anche-di-vite-1.2583835

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